Disegna il ritmo!

Disegna il ritmo

Incredibile! Stava andando al balletto! Dentro una carrozza!
Jean, come al solito, era piombato nella sua stanza senza avvisare e gli aveva detto con tono allegro: "Preparati, andiamo al teatro!". La sua amica stava posando per lui e li fissò con uno sguardo incuriosito. Non erano precisamente i tipi da balletto!
Appena arrivati e "accomodati" in piccionaia, Jean lo fissò con un sorriso strano.
"Eccolo che ne tira fuori una delle sue!"
Aveva ragione: L'amico aprì la giacca (tutto sommato elegante, nonostante un paio di toppe non proprio all'ultima moda) e tirò fuori un taccuino e un immancabile piccolo pezzo di carbone.
Glieli gettò sulle ginocchia con un occhiata di intesa.

Stavolta sapeva cosa fare.
Il sipario si aprì e le figure che vedeva dall'alto della fumosa piccionaia, iniziarono a muoversi a tempo, prima lentamente, poi, man mano che il ritmo si sviluppava e cresceva, con movimenti sempre più ampi e vigorosi.
il suo piccolo pezzo di carbone sfrecciava a suon di musica sui fogli di cartaccia dozzinale, tracciando linee nervose ma eleganti. Queste linee a volte si condensavano, quasi a suggerire il profilo di una figura umana, per poi scomporsi nuovamente in pura energia. Era come se l'energia cinetica avesse deciso di prendere una forma visibile. Elusiva e sfuggente, ma pur sempre una forma. Non si fermò mai fino alla fine dello spettacolo, tranne una volta...
Quel movimento, quel liberare la mente, per diventare pura percezione, avevano svegliato, chissà come, una parte profonda di lui. E in mezzo a quel turbinio, apparve un sorriso..
Il sorriso paziente e divertito della sua "modella"
Un sussurro: "Odette"
E fu ripreso nel vortice delle linee...

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