Seconda puntata del Podcast (l’arte sublime del vaffa…)

Voglio, insieme a voi, evidenziare il cammino interiore dell’artista, quello che passa da quando decide di disegnare (come nel nostro caso ma anche in altre forme d’arte) fino a che non raggiunge la Maestria.
E’ un cammino lungo fatto di tappe, incidenti, pericoli che insieme a voi voglio vedere perchè io possa dare una mano a qualcuno di voi. Abbiamo visto nella I puntata che il nostro artista decide, chissà perchè, di disegnare e incontra i primi... imbecilli? Chiamiamoli così, che gli dicono che non è portato e deve superare questo primo ostacolo; lui VEDE che le proprie cose fanno schifo, se ne rende conto e rischia di scoraggiarsi. Se supera questa fase, quel primo momento di scoraggiamento, e se riesce a non ascoltare il primo stormo di avvoltoi, il primo branco di sciacalli (e ce ne sono tanti come vedremo), arriva a un’altra fase: quella della Confusione.
Ha capito che quello che fa non basta e vuole migliorare, ma non sa da dove cominciare, che accidenti fare! Non ricordo quale artista molto saggio diceva “Gran parte dello studio è capire cosa studiare”, ed è vero. In questa fase il nostro artista in boccio cerca di capire dove studiare, vede un’infinità di tecniche, di scuole, di possibilità e non sa cosa scegliere, che direzione prendere, è come un labirinto e non capisce. Comincia a chiedere consiglio e spesso incontra il secondo branco di sciacalli: è un branco interessante, sono i falsi consiglieri che danno consigli a cavolo (sarò più delicato del solito in questo podcast, userei un altro termine); magari lui posta un disegno o lo fa vedere a un amico e gli vengono date massime di saggezza profondissime tipo “Devi fare tanto esercizio”... grazie al c..zo! Non lo sapeva che doveva esercitarsi, che consiglio fondamentale!!! Il problema è che sotto questa frase apparentemente ben intenzionata c’è “Non sei capace”, lui lo sa di non esserlo ma non gli serve a niente, non gli serve in quel momento una persona che sottolinei il fatto che non ha esperienza, lo sa già, l’unica cosa che fa è buttarlo giù.
Mi sono chiesto più volte perchè la gente scoraggia il prossimo, tutto sommato che gli frega? Perchè dovrei avere interesse a scoraggiare qualcuno, vedo un disegno brutto e gli dico devi fare tanto esercizio, ne deve passare di acqua sotto i ponti, ti devi impegnare, che c.... di consiglio è? Questo è il meccanismo che c’è dietro: quando tu stai male con te stesso, non sei soddisfatto di te a prescindere, in qualunque aspetto della tua vita, fondamentalmente non ti piaci (mettiamola così), hai due strade.
1) Lavorare su te stesso, migliorare, impegnarti, costruire qualcosa, ed è una strada faticosa che è quello che il nostro artista vorrebbe fare. 2) Abbassare gli altri almeno così per paragone risulti meno schifezza te! Semplice, il meccanismo è “Io faccio schifo ma gli altri fanno ancora più schifo” questo è quello che vedo in giro, lavorando molto su FB anche per comunicare con gli allievi, ecc., vedo spesso questi post del “mostro” messo lì e poi tutti quanti che lo insultano e gli dicono di tutto (per qualunque evento o cosa). Perchè? Che senso ha? Credo che il senso sia “Sto male con me stesso, non ho le palle per svilupparmi, per crescere e cambiare, e allora butto giù gli altri, molto più facile e più semplice, alla fine dal paragone risulterò migliore”.
Questo ovviamente ha degli aspetti negativi: 1) Non serve a una mazza, peggiora il mondo e questo non va bene. 2) Il paragone è sempre sbagliato, non conta niente. Se io personalmente mi paragono al Mantegna, faccio schifo! Se mi paragono a Michelangelo faccio pena, è ovvio! Il punto è sviluppare le proprie potenzialità, sviluppare la propria individualità, l’arte che TU devi fare, l’arte non è una gara, uno sport in cui c’è chi è primo e chi secondo, tu devi fare cose belle! Tu devi rendere più bello il mondo! Con il tuo dono personale e basta! Il confronto con gli altri non ha nessun senso! Non ce l’ha mai, non credo nella competizione. Anche in natura il meccanismo competitivo è molto limitato, non so se ve l’ho già detto, io vado un pochino a braccio nei miei podcasts, se l’ho detto lo ripeto che fa bene: la maggior parte delle volte c’è la collaborazione, non esiste il confronto, non ha nessun senso. Tu devi fare l’arte che tu devi fare e sei al punto dove sei. Per cui tutta questa torma di falsi consiglieri che ti dicono esercitati tanto, disegna tanto, cavolo! Senza tecnica, senza nulla? Studia l’anatomia, QUALE anatomia? Dove, in quale libro, quale testo? Fai esercizio, quale esercizio? Se vuoi darmi un consiglio dammelo! Non dirmi solo tra le righe che tu sei meglio, non mi interessa, dammi una mano!
Questa fase per me è durata a lungo, maestri o mentori non ne ho trovati, ho cercato e trovato vari mentori studiando, con vari testi di disegnatori eccezionali a cui devo tantissimo e il mio percorso l’ho costruito faticosamente gradino per gradino; è una fase durata a lungo il capire cosa studiare tra le mille possibilità, è una fase che potete prendere in modo avventuroso, c’è un mondo enorme di conoscenze da acquisire, scegliete! Oppure potete avere la fortuna di trovare qualcuno che ha fatto questo percorso prima di voi e che non se lo tiene stretto, ma vi dice cosa studiare. Dopo espanderete, varierete, cambierete, farete quello che vi pare ma avrete... non ricordo chi diceva “Not having plain, it’s plaining to fail” , non avere un piano è pianificare il fallimento. Serve un percorso, dopo potrò anche scegliere una deviazione, un indirizzo diverso, ma ora mi serve una direzione per muovermi, una mappa per poter andare avanti. Bene, se siete in questa fase di confusione 1) imparate a riconoscere un consiglio vero da uno falso, da un commento stupido dato solo per gratificare il proprio ego. 2) avete bisogno di una strada. Iniziate a vedere, divertitevi, saggiatevi, iniziate a pensare a dove volete arrivare e qual è la strada migliore per arrivarci. Se volete io sono qui per portarvici. Detto questo vi saluto, chiudo la II puntata del podcast e vi invito a non mollare! Non ascoltate i critici negativi, non ascoltate chi vi dice che è tempo perso! L’Arte non è mai tempo perso, la bellezza non è mai tempo perso! MAI! CHIARO! Andate avanti!
Un grazie di cuore a Manola Restivo per la trascrizione!

 

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